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“Con l’Europa, la Scuola festeggia 150 anni di storia”
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“La necessità pel Comune di
Rutigliano
di provvedere con sollecitudine (1861 - 1902)
Nel 1861 il Regno d’Italia ereditò dalle Provincie Borboniche, in particolare Puglia, Lucania e Calabria, una situazione scolastica disastrosa. L’incuria e la diffidenza verso ogni forma di diffusione della cultura da parte del Governo Borbonico, di fatto costituirono un grave ostacolo alla scolarizzazione nelle Regioni del Sud e determinarono il problema dell’analfabetismo, debellato con enorme sforzo soltanto nella seconda metà del XX Secolo. Una delle questioni più urgenti che il Nuovo Stato Unitario dovette affrontare fu “la mancanza di idonee strutture”, un problema particolarmente avvertito nei 55 Comuni della provincia di Bari, dove, solo nell’a.s. 1862/63 risultarono essere state formate 99 classi maschili, 59 femminili e 28 classi serali e domenicali; complessivamente 186 classi ospitate in sedi di fortuna decisamente non idonee. Qualche anno più tardi, nel 1866 anche a Rutigliano furono utilizzati ambienti ex monastici attigui al Carcere Mandamentale per garantire l’insegnamento elementare a 4 classi maschili, 4 femminili e 2 classi serali per gli adulti: era l’ex Convento seicentesco dei Domenicani, sede anche di un Ospizio per il ricovero dei mendicanti e del Municipio.
E’ evidente che tale situazione comportava non poche difficoltà di convivenza fra le diverse realtà ospitate a Palazzo San Domenico; per questo già il 19 settembre 1882 la Giunta Comunale approvò il progetto di spesa per la “costruzione di diverse opere murarie da occorrere per completo riordinamento del fabbricato scolastico”, per un totale di lire 4.354,75. I lavori, affidati all’arch. Francesco Paolo NITTI (1884 - 1941) interessarono il recupero dei 4 locali di Palazzo San Domenico a piano terra, già adibiti a “ricovero di mendicità” e non più utilizzati da qualche tempo per tale scopo. In quello stesso anno la Scuola Elementare di Rutigliano risultava così composta:
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Progetto Preliminare
Della necessità di costruire un idoneo edificio scolastico a Rutigliano, si cominciò a parlare soltanto alla fine del 1892, quando il 13 dicembre in Consiglio Comunale venne approvata all’unanimità la proposta dell’assessore Antonio Martinelli circa la richiesta di un prestito di lire 4.000, “per la costruzione dell’edifizio scolastico di che s’ha preciso bisogno, com’è già riconosciuto dalla Podestà Scolastica Provinciale, con l’osservazione n.2 nel verbale di visita di maggio 1892”. Nel triennio 1891-1893, la popolazione scolastica primaria a Rutigliano era così formata:
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Il 5 aprile 1893 il R. Ispettore Scolastico del Circondario di Bari, a seguito di una visita fatta alla locale scuola, scrisse al Sindaco Giacomo PAPPALEPORE, invitandolo perentoriamente “ad attuare subito il progetto fatto per la costruzione di un edifizio scolastico, che è necessario per le cattive condizioni dei locali ora destinati per le scuole e per gli inconvenienti cui dà luogo il comune ingresso per gli alunni e per le alunne (....)”. Si dovette però attendere il 2 settembre di quello stesso anno per la nomina, da parte del Consiglio comunaledi due ingegneri incaricati rispettivamente: il primo, cav. Vittorio CHIAIA della designazione del sito “più igienico e meno dispendioso per la costruzione di un apposito edificio scolastico, nonché della compilazione dell’omologo progetto”; il secondo, Giuseppe PASSERI “della direzione, misura ed anche stima finale dei lavori”. Il 4 dicembre l’ing. CHIAIA presentò al Sindaco la sua “relazione sul sito da prescegliersi per la costruzione dell’Edifizio scolastico di codesta città.
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Progetto definitivo
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Due anni più tardi, permanendo una situazione di grande precarietà, su proposta dell’assessore Emanuele Ciccio Messere, che aveva da poco lasciato la carica di Primo Cittadino a Francesco Suglia, il Consiglio comunale approvò all’unanimità l’assunzione di un nuovo incarico “per la compilazione del progetto dell’Edifizio scolastico”, chiamando in causa l’ingegnere comunale Oronzio GASSI. La decisione assunta dal Comune di Rutigliano anticipò di qualche giorno una sollecitazione del medico provinciale, che il 3 maggio 1901 effettuò un sopralluogo alle scuole “Palazzo San Domenico e casa Troiani” dando rendiconto al Prefetto di Bari: “(...) I locali scolastici dei quali attualmente dispone il Comune di Rutigliano, alcuni hanno superficie e cubicità e altezza insufficienti, quasi tutti bassezza di luce, parecchi cattiva esposizione e cattiva disposizione delle finestre. Molte mancano di spogliatoio. Nuoce la loro distribuzione qua e là in diversi locali. (....) Per tutte le ragioni esposte si scorge evidente la necessità pel Comune di Rutigliano di provvedere con sollecitudine alla costruzione di un edifizio scolastico. |
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La spesa prevista era di lire 138.000. Per l’ing. Gassi “Questa spesa sarà santa perché la scuola elementare è il primo scalino degli studi e concorre come mezzo principale per conservare al popolo la civiltà acquistata ed a garantire il progresso”. |
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RELAZIONE Il Comune di Rutigliano non ha una sede propria per le scuole, ed all’istruzione elementare obbligatoria supplisce con locali poco adatti facienti parti dell’ex Convento dei Domenicani e con locali che toglie in fitto dai privati. L’Onorevole Consiglio comunale di Rutigliano, conscio di queste ed altre ragioni igieniche e pedagogiche, pensò alla costruzione di un edifizio scolastico che rispondesse alle esigenze del paese, e dette un primo passo col farsi cedere dall’Amministrazione delle RR. Chiese Palatine il giardino denominato Cocevola di San Nicola. Ottenuto il suolo per l’impianto dell’edifizio scolastico, venne dallo stesso Consiglio deliberato di far redigere il relativo progetto affidando l’incarico allo scrivente. La statistica degli obbligati alle scuole dal 1897 al 1901 è la seguente:
La statistica degli iscritti per lo stesso quinquennio è di seguito registrata:
Occorre quindi studiare un progetto di edifizio scolastico rispondente a un bisogno di circa 800 alunni, in cifra tonda 400 maschi e 400 femmine onde averlo completo ed essere certi del suo buon funzionamento per l’avvenire. L’edifizio si è progettato a due piani, il pianterreno per i maschi e il primo piano per le femmine, aventi entrate separate, le scuole maschili dalla facciata principale e le femminili dalla facciata laterale esposta a Sud-Ovest. Senza fare lusso, con la decorazione strettamente necessaria per l’importanza dell’edifizio, si è pensato principalmente all’igiene, alla comodità ed allo suscitare un certo che di attrattiva in coloro che debbono abitare l’edifizio. La spesa è risultata di lire 124.614,46 a base d’asta e di lire 13.385,54 a disposizione dell’Amministrazione, in uno lire 138.000,00, la quale somma sembra elevata, ma non lo è effettivamente, riflettendo che si costruiscono quasi due piani, si hanno 20 aule con tutte le località necessarie volute dai medesimi regolamenti. Questa spesa sarà santa perché la scuola elementare è il primo scalino degli studi e concorre come mezzo principale per conservare al popolo la civiltà acquistata ed a garantire il progresso; dalla scuola elementare verrà il professionista, l’agrario, la buona madre. La luce sta nell’avvenire, prepariamo i fari da cui emanerà questa luce: le scuole. La salute dei nostri bambini è il tesoro delle famiglie e della Nazione, conserviamola e miglioriamola. Rutigliano, 23 novembre 1902 Redatto dall’Ingegnere Oronzio Gassi
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| Progetto della cattedra per la scuola elementare |
Progetto del banco a due posti |
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Gruppo classi dei primi anni del Novecento - Palazzo degli Uffici |
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| Gruppo classe - a. s. 1893/94 | Gruppo classe - a. s. 1907/08 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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| Ins. Margherita Lombardi - a. s. 1908/09 | Ins. Gemma Violante - a. s. 1919/20 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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| Ins. Margherita Zanni - a. s. 1921/22 | Gruppo classe - a. s. 1826/27 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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| Direttore
Antonio Ortolani - Ins. Raffaele Colamussi a. s. 1927/28 |
Gruppo classe - a. s. 1932/33 |
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La Scuola Elementare "Giuseppe Settanni" celebrò il primo centenario dell’Unità d’Italia in modo solenne
Dal Registro della classe V D dell’ins. Ida Nitti
21 Febbraio 1961 Dal Registro della classe IV D dell’ins. Giampaolo Francesco
27 marzo1961 Dal Registro della classe III A dell’ins. Ester Pappalepore
27 marzo1961 |
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| Ins. Emma Covito Lalli - a. s. 1959/60 | Ins. Francesco Giampaolo - a. s. 1960/61 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Composizione
delle classi nell'anno scolastico1960-'61 |
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Gruppo docenti - a. s. 1959/60 - Direttrice Luigia Guglielmi |
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In occasione dei festeggiamenti per i 100 anni di
storia dell'edificio scolastico "Giuseppe Settanni " |
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Settanni amiciè la mia cara e bella scuolaVoi non sapete ancora chi dobbiam l’onordi questa costruzionche tanto impegnòPer anni i ragazzinivagarono di qua e di laper luoghi angusti e buifinchè non lo ammiraronoGassi ingegner Oronziocol cuor lo progettòquest’edificio immenso
che tanti ospitò
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Dal 1902si giunse al “23e poi dal “32al “40 si arrivòIl costruttor Sorino Vitola prima pietra posòqualcuno sospiròma poi tutto si fermò
Sorino e Di battistaalunni dell’ingegner portarono a termine l’opra soltanto per amor Ins. Palma Lucente
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| Ex alunni Dominga Damato - Saverio Pomelli |

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17 marzo 2011 Gli alunni della Scuola Primaria "Giuseppe Settanni" in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia hanno aderito ad iniziative promosse dal Ministero e sul territorio. L’evento è stato l’occasione per sollecitare i ragazzi alla riflessione Il17 marzo hanno festeggiato insieme intonando canti patriottici e sventolando il tricolore
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“Quando noi
affrontiamo con impegno le celebrazioni del 150° anniversario
dell'Unità d'Italia, in realtà lo facciamo per guardare più lontano,
non per guardare indietro”. |
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